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Sposatevi nella Storia, nella Mater Ecclesia...

...la Basilica di Santa Pudenziana, dove vissero i Santi Pietro e Paolo.

Sita nel centro storico di Roma, ha aperto le porte per la celebrazione di “Matrimoni”. Vi si realizzano anche  concerti e manifestazioni culturali e spirituali.

La Storia

Sita nel centro storico a pochi passi dai “Fori Imperiali”, è una delle chiese più antiche di Roma, gioiello artistico e storico del IV secolo, di fondazione costantiniana (ca. 380 d.C.), e dedicata a una Santa, Pudenziana, che, secondo una venerabile tradizione, era sorella di Santa Prassede e figlia del senatore romano Pudente.

La Basilica di Santa Pudenziana sorge nella zona dell’Antico Vicus Patricius nel Rione Monti, presso l’attuale via Urbana, quasi all’inizio della valle fra i colli Viminale ed Esquilino, Essa è a alle spalle della grandiosa Basilica di Santa Maria Maggiore dedicata, secondo una pia tradizione, dal papa Liberio alla Vergine Maria dopo una miracolosa nevicata di agosto.

E’ possibile che il “Titolo di Santa Pudenziana” della Basilica, istituito dal Papa Damaso alla fine del IV secolo, istituzione di cui esistono indubbi documenti storici, le derivi dalla corruzione del nome della originaria domus ecclesiae posta in quel luogo – cioè una delle prime “chiese domestiche” istituite nelle case di famiglie cristiane delle origini -, nota come Titulus Pudentis. Essa sarebbe stata eretta da Papa Pio I nel 145 d.C., per volontà delle figlie Pudenziana e Prassede, nella casa lasciata loro in eredità dal padre Pudente, membro della potente famiglia degli Acilii Glabriones, in ricordo dell’ospitalità che ivi fu data a San Pietro, intorno al 70 d.c per diversi anni, e a San Paolo, che cita Pudente al termine della sua II Lettera a Timoteo. Ciò che è certo è che gli scavi archeologici, e i loro anche recentissimi e approfonditi studi, hanno confermato la presenza di due domus romane sotto le fondamenta della Basilica, una di età repubblicana (II sec. a. C.) ed una di età imperiale (I-II sec. d. C.), che coinciderebbe così con la tradizione del Titulus Pudentis. Speriamo di poter rendere fruibili a tutti quanto prima questi scavi con l’apporto del Governo Italiano e di altri generosi sponsor.

Tradizioni venerabili a parte, nella storia certamente documentata, la Basilica di Santa Pudenziana ha subito diversi restauri e rifacimenti, dal IV secolo fino ad oggi, il più importante dei quali è quello della fine del XVI sec., ad opera del Cardinal Caetani (1590), da cui dipende l’attuale struttura della Chiesa, la bellissima Cappella Caetani inclusa, nonché l’affascinante cupola a pianta ellittica sopra l’abside.

La più bella opera artistica conservata nella Basilica è però il famosissimo Mosaico Absidale, del 450 d.C., giuntoci pressoché intatto e da poco restituito al suo originario splendore. Esso rappresenta “la Città di Dio”, che, nell’imminenza (476 d.C.) della caduta dell’Impero di Roma, “la Città dell’Uomo”, ha in Cristo il suo nuovo “imperatore” e negli Aposotoli i nuovi “senatori”. Quello di S. Pudenziana, è così il mosaico absidale più antico della cristianità, ed ha costituto un modello paleocristiano di tutti i susseguenti mosaici absidali del Cristo Pantocratore, “Signore dell’Universo”.

La Basilica è sempre stata officiata in questi quasi 1700 anni della sua storia documentata. Essa è attualmente sede di diverse iniziative pastorali e culturali, innanzitutto per la viva presenza della numerosa Comunità Filippina che ha eletto in S, Pudenziana la sede principale della Cappellania Filippina in Roma, che ha numerose altre sedi nella nostra città.

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